Diventare resilienti

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La resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno e di riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili.
In psicologia la resilienza definisce la capacità delle persone di riuscire ad affrontare gli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzarsi accettando il processo di adattamento alle avversità.

La resilienza è una caratteristica che è presente o assente in un individuo perchè presuppone comportamenti, pensieri ed azioni che vengono appresi dall’individuo nel corso delle sue esperienze.Avere un alto livello di resilienza non significa però, non sperimentare affatto le difficoltà o gli stress della vita, significa avere le risorse per riuscire ad affrontarli senza farsi sopraffare dagli eventi stessi. Avere un alto livello di resilienza, non significa essere infallibili ma disposti al cambiamento quando necessario.
Il termine « resilienza », nel suo significato originario, indica elasticità “non resistenza”; si può dire anzi che indichi il suo opposto, una “non resistenza” funzionale alla sopravvivenza, un piegarsi senza spezzarsi.

E’ la capacità dell’apparato psichico di mantenersi compensato di fronte a gravi esperienze traumatiche, come risultato della combinazione di forza interiore, supporto esterno e capacità di apprendere dall’esperienza.

Come si diventa resilienti?

Un percorso terapeutico, può aiutare il paziente a diventare resiliente.
Il Terapeuta aiuta i suoi pazienti a sviluppare strategie flessibili e adattive per far fronte alle difficoltà di tutti i giorni, alle paure esistenziali ed alle catastrofi.

Il Terapeuta aiuta a rivedere le strategie di coping disfunzionali e che ostacolano la crescita, abbandonando:

  • l’ansia
  • la depressione
  • il senso di solitudine /colpa/vergogna

ed accedendo:

  • alle proprie forze interiori
  • rafforzando relazioni significative
  • orientando a fare scelte “sagge”, consapevoli

La resilienza dunque è riparazione ma anche cambiamento, nasce da una frustrazione ma può trasformarsi in opportunità.

Perchè non sono resiliente?

Le modalità in cui siamo più o meno resilienti dinanzi le avversità, sono legate al nostro sistema di attaccamento. Un attaccamento insicuro o ambivalente favorisce purtroppo delle reazioni di confusione e di immobilizzazione dinanzi le emozioni suscitate dal trauma con cui impattiamo.

La relazione terapeutica è il posto dove trovare LA SICUREZZA da cui ripartire. Il posto sicuro in cui rifugiarsi e sperimentare paure e sviluppare risorse e nuovi coping di gestione degli eventi stressanti. Nel processo terapeutico, il terapeuta è colui che conforta e valida, è presente e prevedibile, è capace di sintonizzarsi ed aiutare a gestire le emozioni. Il paziente acquisisce fiducia in sé, nelle relazioni e nelle emozioni provate. Un nuovo schema di attaccamento sicuro aiuta a superare la sensazione di paralisi e di impotenza che rende il soggetto incapace di calmarsi e focalizzarsi.

E’ come se si verificasse un ricondizionamento della nostra esperienza e del nostro funzionamento cognitivo.

Come ricondizionare il mio funzionamento cognitivo?

Sintonizzandosi ed alleandosi con il proprio sistema nervoso.

Richiamando il concetto di neuroplasticità, richard J.Davidson affermava “…dunque dato che possiamo scegliere a quali esperienze ricorrere per plasmare il nostro cervello, abbiamo la responsabilità di scegliere quelle che siano in grado di orientarlo alla saggezza ed all’integrità”.

Il Sistema nervoso autonomo elabora rapidamente ed in maniera inconscia, dei segnali di sicurezza-pericolo e sceglie quali risposte adottare. Il SN simpatico è sempre attivo; se è iperattivo noteremo la tendenza ad andare su di giri, ad arrabbiarsi, a provare ansia/paura/panico; se il SN è bloccato, il paziente proverà ansia cronica e stress.

Lo spazio della resilienza è una finestra di tolleranza che ripristina il naturale equilibrio fisiologico di base anche e soprattutto facendo ricorso alle funzioni dell’intelligenza somatica (respiro, contatto, movimento, visualizzazione, co-regolazione) ed alla gestione delle nostre emozioni.

Il paziente attraverso tecniche di rilassamento o meglio ancora di mindfullness, sarà capace di sintonizzare stato emotivo e sistema nervoso; il risultato di questo percorso terapeutico sarà quindi il passaggio da una “mentalità statica” legata all’immobilismo psicologico ad una “mentalità resiliente” come opportunità di crescita e cambiamento.

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