Una nuova forma d’ansia tra i nativi digitali: il fenomeno FOMO

In un’era in cui dilagano i social network e si ha la possibilità di essere in connessione costante con il mondo intero, si assiste alla diffusione, in particolare tra i nativi digitali, di una nuova forma di ansia sociale, conosciuta come FOMO, acronimo di Fear of Missing Out, ovvero la paura di essere tagliati fuori, di essere esclusi, di rimanere indietro.

Il fenomeno è stato studiato per la prima volta da Andrew Przybylski, che lo ha definito come “uno stato di ansia sociale, dato dal bisogno di essere sempre informati su tutto ciò che stanno facendo gli altri e dalla preoccupazione eccessiva e ossessiva che gli altri facciano esperienze gratificanti nelle quali non si è presenti o coinvolti direttamente” (Przybylski et al., 2013).

La FOMO è caratterizzata, pertanto, dal timore di essere esclusi da avvenimenti importanti, piacevoli, divertenti, unitamente al bisogno di rimanere in costante contatto con l’altro.

Da dove deriva la FOMO?

Secondo Przybylski, una salute psicologica ottimale si raggiunge nel momento in cui il soggetto ha la percezione di essere in grado di influenzare l’ambiente in cui si muove, sente di essere autonomo ed è in relazione con l’altro. La frustrazione dell’ultimo bisogno, unita a una scarsa sensazione di autoefficacia percepita e alla percezione di non autonomia, sembra essere alla base della Fear Of Missing Out.

Quali sono le caratteristiche della FOMO?

La FOMO si caratterizza per alcuni elementi, quali:

  • Ansia e irrequietezza se non si ha la possibilità di controllare le notifiche;
  • Diffusione maggiore tra le nuove generazioni, in particolare nei maschi;
  • Maggiore incidenza nelle persone con scarse capacità attentive;
  • Comorbidità con difficoltà legate a bassa autostima;
  • Associazione con una maggiore insoddisfazione per la propria vita e umore più basso;
  • Tendenza al confronto con la percezione di valere meno rispetto all’altro.

Il nucleo della sindrome sembra essere quindi il confronto sociale, unito alla percezione che l’altro sia impegnato in qualcosa di migliore rispetto a ciò in cui è impegnato il soggetto, generando in lui la sensazione di non essere abbastanza e facendolo sentire sopraffatto, con sensazioni di stress, ansia e disagio. Questo stato emotivo porta il soggetto a  un bisogno compulsivo di controllare notifiche, messaggi, post, stories, al fine di non perdere nessun aggiornamento e non rischiare di rimanere indietro.

Apparentemente, il soggetto ha la percezione di avere il controllo su tutto, ma in realtà sono gli altri ad avere il controllo su di lui. Infatti, il continuo controllo di ciò che accade online, anzichè tranquillizzare il soggetto e placare la sua ansia, la aumenta, facendolo cadere in un circolo vizioso, dal momento che consultare compulsivamente i social non fa che aumentare le possibilità di imbattersi in situazioni da cui è escluso.

Sul piano cognitivo la FOMO è caratterizzata da pensieri quali: “Ho lasciato lo smartphone a casa, non saprò cosa fanno i miei amici”, “Vorrei dormire, ma resto sveglio perchè potrei perdermi qualcosa di importante”, “La mia connessione non è stabile, perderò le storie dei miei amici”. La conseguenza sul piano emotivo è l’insorgenza dell’ansia, che si manifesta con uno stato di agitazione e irrequietezza che si allevia unicamente, e illusoriamente, con il controllo di ciò che accade online.

Il controllo costante dello smartphone determina continue interruzioni delle attività quotidiane come lo studio, il lavoro e i rapporti sociali, influenzando negativamente il benessere psico-fisico, poichè comporta stati emotivi negativi, stanchezza, stress e alterazioni del sonno.

Quali sono i sintomi della FOMO?

Dal momento che non sempre il soggetto ha la consapevolezza di sperimentare questo fenomeno, questi sono alcuni sintomi che possono aiutarlo a riconoscerlo:

  • Usare in maniera esagerata i social network;
  • Provare fastidio e rabbia quando si viene a conoscenza di eventi a cui non si è preso parte;
  • Pensare che gli altri possano avere esperienze più soddisfacenti delle proprie;
  • Provare ansia quando non si sa cosa fanno i propri amici;
  • Sentire la necessità di postare sui social tutto ciò che si sta facendo;
  • Non riuscire a disconnettersi dai social network quando si è impegnati in un’altra attività;
  • Timore di non essere abbastanza seguito o apprezzato sui social network.

Come gestire la FOMO?

Dato il crescente fenomeno in un contesto digitale in costante sviluppo, negli anni sono stati implementati diversi protocolli per la gestione della FOMO, basati sulla terapia cognitivo-comportamentale e finalizzati ad aumentare la consapevolezza sui pensieri che generano l’esperienza emotiva connessa ad essi e la capacità di gestire quest’ultima.

Questi protocolli mirano a:

  • Sviluppare la consapevolezza dei momenti di Fear Of Missing Out per regolare lo stato emotivo in vivo, al fine di ridurre o evitare di mettere in atto comportamenti compulsivi;
  • Modificare il dialogo interiore al fine di contrastare i pensieri legati al timore di essere esclusi. Si  sviluppa la credenza realistica che non è possibile essere ovunque in ogni momento;
  • Rendere più realistiche le aspettative relative a quanto verranno apprezzati i propri post;
  • Regolare il proprio stato emotivo attraverso attività offline, come sport, lettura, uscite con amici, ecc.;
  • Stabilire delle regole per un utilizzo più ragionevole dello smartphone, decidendo dei momenti in cui spegnerlo o lasciarlo da parte, al fine di gestire in maniera più efficace i comportamenti compulsivi che creano disagio.

Un suggerimento utile per affrontare la FOMO può infine essere quello di focalizzarsi su di sé, cercando di evitare il confronto con l’altro, e aumentare la consapevolezza su ciò che si sta vivendo in prima persona, per non rischiare di perdere la piacevolezza di quell’esperienza poiché troppo impegnati a controllare ciò che fa l’altro.

Se il disagio connesso all’esperienza permane ed è significativo, contattare un esperto del settore può aiutare a comprendere meglio la propria situazione e creare un percorso personalizzato al fine di affrontarla e gestirla al meglio.

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