PERCHÉ PIANGI? COSA SENTI DENTRO DI TE? – L’importanza di far conoscere le emozioni ai bambini

Spesso presupponiamo che i bambini siano in grado di riconoscere le loro emozioni e quelle degli altri, di individuare le motivazioni e i cambiamenti fisiologici che esse provocano. Non è sempre così! A volte i bambini provano alcune sensazioni e stati d’animo, senza sapere o capire cosa sia e cosa stia succedendo in quel momento dentro di loro. È importante che l’adulto faccia capire al bambino cosa accade fisiologicamente quando si prova un’emozione e gli fornisca il nome di quest’ultima.

Per esempio, se il bambino inizia a piangere quando la madre va via, l’adulto presente potrebbe chiedere al bambino il motivo per il quale sta piangendo: questa prima domanda permette di capire se il bambino conosce e riconoscere la tristezza. Un secondo passo, potrebbe essere quello di chiedere al bambino cosa sente dentro di lui quando è triste: questa domanda, invece, permette di indagare se il bambino possiede o meno la capacità di riconoscere e individuare i cambiamenti fisiologici dovuti a quella emozione. Infine si potrebbe chiedere al bambino se, guardando una persona, riesce a capire quando è triste: quest’ultima domanda permette di verificare se il bambino possiede la capacità di conoscere e classificare le espressioni facciali caratterizzanti la tristezza. 

Nel momento in cui il bambino non conosce le risposte alle precedenti domande, bisognerebbe fornirgliele. Proviamo insieme a rispondere!!!

Cosa è la tristezza? 

La tristezza è un’emozione che proviamo quando perdiamo qualcosa, va via una persona con la quale ci piace passare del tempo insieme e che le vogliamo bene, quando veniamo sconfitti in un gioco, quando ci manca qualcuno o qualcosa, quando si sbaglia o succede qualcosa che ci provoca dispiacere. 

Cosa succede quando siamo tristi? Quali sono i cambiamenti fisiologici?

Quando siamo tristi possiamo piangere, non aver voglia di fare le cose e non provare interesse verso ciò che ci circonda, a volte preferiamo rimanere da soli, altre volte possiamo non avere fame e addirittura non riuscire a dormire.

Quali sono le espressioni facciali di una persona triste?

Solitamente una persona triste aggrinza la fronte, piega le labbra e guarda nel vuoto.

Ora che abbiamo risposto alle domande, non dobbiamo trascurare un altro punto fondamentale ossia spiegare al bambino che oltre la tristezza esistono altre emozioni. Quali sono? La felicità, la rabbia, la paura e il disgusto. Ognuna di esse si presenta per un motivo ben preciso e provoca diversi cambiamenti fisiologici. 

Per concludere, condivido con voi le parole di A.O. Ferraris e A. Oliverio:

Le reazioni emotive dei bambini si modificano nel tempo perché si modificano le loro interpretazioni degli eventi. Crescendo i bambini diventano anche più abili nel riconoscerle e nel prevederle e se nei primi cinque-sei mesi di vita ne sono completamente dominati mano a mano imparano a dominarle grazie anche all’aiuto dei loro educatori

A.O. Ferraris e A. Oliverio

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