Facebook Stories: effimere ma influenti?

Uno studio sulla correlazione tra uso di Facebook Stories, dipendenza, narcisismo ed emozioni positive.

È stato appurato che, al giorno d’oggi, gli utenti di Internet sono sempre più propensi all’uso dei Siti di Social Networking (SNS) per fruire di contenuti effimeri, come Snapchat o le Facebook/Instagram Stories.

Ma cosa spinge gli utenti a preferire questa modalità di utilizzo dei contenuti?

Un recentissimo studio condotto da Yu & Chen (2020) cerca di identificare quale sia la correlazione tra la modalità di utilizzo di Facebook e i potenziali esiti psicologici.
Le Facebook Stories sono brevi raccolte di foto e video che l’utente genera per condividerle con la propria rete di contatti. Ma cosa rende le Stories così affascinanti per gli oltre 500 milioni di utenti che utilizzano questo social media? Innanzitutto, come già anticipato, le Facebook Stories sono
effimere
, ovvero, se non vengono memorizzate in modo specifico, scompaiono dopo appena 24 ore dalla condivisione e questa caratteristica rende gli utenti più disposti a leggerli per primi prima che scompaiano per sempre. In secondo luogo, alle Facebook Stories possono essere assegnate
impostazioni di privacy più elevate rispetto agli altri contenuti.

Inoltre, è possibile personalizzare totalmente le proprie Stories grazie a numerosi effetti e funzionalità che la piattaforma mette a disposizione. Infine, il design delle Stories promuove il flusso dei contenuti e le proporzioni delle immagini sono adatte a quelle degli schermi degli smartphone, questo permette agli utenti di immergersi totalmente nel contenuto e di percepire un maggiore piacere di utilizzo.

Yu & Chen (2020) hanno condotto uno studio che ha permesso di evidenziare la relazione tra la modalità d’uso di Facebook (frequenza di aggiornamento e tempo di lettura delle Stories e frequenza di aggiornamento e tempo di lettura dei feed di notizie) e narcisismo, dipendenza dai SNS ed affetto positivo.

Dai dati raccolti è emerso che:

  • Le Facebook Stories sono in grado di creare più dipendenza rispetto al feed di notizie. Gli autori ritengono che la motivazione risieda nelle caratteristiche proprie delle Facebook Stories: il loro contenuto è più semplice e immediato in quanto si basa sull’uso di informazioni visive chiare e brevi, presentate in maniera accattivante grazie all’uso di effetti grafici e meccanismi che permettono allo spettatore di interagire con l’autore delle Stories. Inoltre, la possibilità di poter personalizzare i contenuti esprimendo sé stessi creando contenuti unici, il maggior controllo sulla privacy e l’effimerità del contenuto, sono tutti fattori che contribuiscono ad invogliare l’utente a continuare a vedere le Stories degli altri e a pubblicare le proprie.
  • L’uso intensivo di Facebook Stories è correlato con il narcisismo. Le Stories sono un luogo in cui è più facile attirare l’attenzione degli altri e ricevere feedback immediati e “mi piace”, tutti elementi che fungono da ricompense e riconoscimenti per il soggetto. Le Stories costituiscono perciò un palcoscenico perfetto per loro: i narcisisti usano i social media non per stabilire relazioni sociali ma per auto-esibizione ed inoltre, usano il feedback positivo per regolare la propria autostima.
  • Le Stories sono in grado di provocare molte più emozioni positive rispetto ai feed di notizie. Questo sembra essere riconducibile al fatto che le Stories sono più personalizzate, non contengono pubblicità e la possibilità di condividerle solo con gli amici più intimi promuove nel soggetto un maggior senso di appartenenza e di benessere a cui si associano maggiori emozioni positive.

Dallo studio è emerso quindi che l’influenza delle Stories è una variabile cruciale per comprendere globalmente le dinamiche sottostanti un determinato modo di agire e interagire sui social media.

Yu, S.-C.; Chen, H.-R. Ephemeral But Influential? The Correlation between Facebook Stories Usage, Addiction, Narcissism, and Positive Affect. Healthcare 2020, 8, 435.

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