Depressione Post Partum: quel malessere di cui le donne non parlano

La nascita di un bambino viene generalmente considerata come un evento felice; questa immagine idealizzata della maternità è però, talvolta, in forte contrasto con il vissuto intimo della madre stessa. Diventare madre comporta molti cambiamenti nella vita della donna e della coppia.

La nuova vita implica l’integrazione del ruolo di genitore, oltre che la modificazione dei ruoli precedenti, così come anche la relazione con il partner può incontrare alcune avversità legate al nuovo assetto di vita.

Se a tutto ciò si sommano problemi ulteriori, quali la mancanza di una rete sociale, difficoltà finanziarie o un parto inaspettatamente problematico, lo sviluppo di manifestazioni depressive di varia intensità è un evento al quale non è assolutamente raro assistere.

Nei giorni immediatamente successivi al parto è considerato fisiologico un momento transitorio caratterizzato da calo dell’umore e instabilità emotiva, si parla in questo caso di baby blues o maternity blues; tale periodo limitato di umore depresso, tristezza e senso di inadeguatezza caratterizza l’80% delle mamme e ha una durata limitata alle prime settimane dopo la nascita del bambino.

I sintomi della depressione postnatale non curata, invece, possono essere presenti anche dopo un anno e superare i due.

Il DSM-5 considera la depressione post-natale come una forma di depressione generale specificata come “depressione post partum” se ha esordio entro le prime quattro settimane successive al parto. I criteri del DSM-5 per questo disturbo richiedono che sia presente, quasi ogni giorno per un periodo di almeno due settimane: umore depresso, per la maggior parte del tempo, quasi tutti i giorni, come riportato dall’individuo o come osservato da altri e marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte della giornata, quasi ogni giorno.

Devono inoltre essere presenti almeno 5 o più dei seguenti sintomi, perduranti per un periodo di almeno due settimane:

  • significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito;
  • insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni;
  • agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni;
  • faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni;
  • sentimenti di autovalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati quasi tutti i giorni;
  • pensieri ricorrenti di morte, ricorrente idea suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti. Si presentano in modo conclamato tra le otto e le dodici settimane dopo il parto, periodo che è stato individuato come picco di insorgenza più frequente.

I sintomi della depressione post partum non sono transitori e possono persistere, variando d’intensità, anche per molti anni, e quindi avere conseguenze più o meno significative non solo sulla salute mentale della donna, ma anche sulla relazione madre-bambino, sullo sviluppo del bambino e sull’intero nucleo familiare.

Molto si sta facendo a livello generale per individuare e supportare i cosiddetti “soggetti a rischio” di depressione post partum attraverso l’organizzazione di incontri psicoeducativi precedenti al parto, screening di routine nelle settimane immediatamente successive al parto, affiancamento e supporto nelle cure al neonato alle donne che ne facciano richiesta dopo il parto ecc., ma resta il fatto che spesso la depressione post natale non viene riconosciuta in tempo. In questi casi la terapia cognitivo-comportamentale è considerata, ad oggi, la metodologia più efficace nel trattamento della depressione poiché permette di curare validamente il disturbo e i sintomi ad esso associati. Le neomamme avranno modo di raccontare la propria storia in un clima di ascolto e accoglienza, ritrovando pian piano la serenità e il benessere per sé e per il proprio bambino.

È importante capire che la depressione è una condizione che colpisce la madre, il bambino e la famiglia. I coniugi, i partner, i familiari e gli amici possono essere i primi a riconoscere i sintomi della depressione post partum in una neomamma. Il trattamento è fondamentale per il recupero. I membri della famiglia possono incoraggiare la madre a parlare con un medico, uno psicoterapeuta e offrire supporto emotivo, nonché assistere nelle attività quotidiane come prendersi cura del bambino o della casa. Anche i gruppi di sostegno possono offrire una buona fonte di supporto e informazioni.

Essere madre non vuol dire non essere più donna! Una neomamma non deve pensare di essere onnipotente e di poter far tutto. Al contrario, è importante che ricordi sempre di essere umana, con pregi e difetti, punti di forza e debolezza; non deve dimenticare che ci sono tanti protagonisti responsabili tanto quanto lei della crescita del figlio, è necessario che sappia richiedere e accettare l’aiuto, senza perdere tempo nel fare continui e inutili paragoni con le altre mamme solo perché sembrano perfette, in quanto ognuna ha una storia personale ed emozioni proprie, che forse esteriormente non sono visibili.

In questo modo, cara mamma, non solo starai meglio tu, il tuo partner e le persone a te care, ma sarà più felice anche tuo figlio. Hai tutto il diritto ad avere bisogni e desideri e a volertene occupare, ma anche tu conti, anche tu sei importante, anche tu meriti spazio. Percio’ inizia a volerti bene e a vivere prima di tutto per te stessa, coltiva le cose che ami, concentrarti su ciò che ti dà soddisfazione e gratificazione! Così sarai una madre modello per tuo figlio a cui sicuramente si ispirerà.

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