Ansia da malattia: fattori predisponenti, vulnerabilità e trattamento

Con il Dsm-5 viene chiamata ansia da malattia o ansia per la salute ma precedentemente tale disturbo era noto con il termine ipocondria, un termine greco utilizzato fin dall’antichità per indicare un malessere localizzato nella fascia addominale.

E’ un disturbo determinato da una condizione di forte disagio, eccessiva e ricorrente preoccupazione circa le proprie condizioni di salute: ogni sintomo fisico viene interpretato come segno di grave patologia e il soggetto è come se divenisse un malato immaginario.

Percependosi come tale, può mettere in atto due tipi di condotte: di evitamento e rifiuto dell’assistenza medica per paura di confermare i propri timori circa la malattia immaginata e temuta; oppure di eccessiva richiesta medica al fine di poter disconfermare le sue paure.

La prevalenza del disturbo è tra il 3% e il 10% della popolazione: non si riscontrano differenze significative tra il sesso maschile e quello femminile.
Diversi sono i fattori che concorrono all’eziologia del disturbo: biologici, genetici, psicologici, sociali e culturali. A livello genetico, alcune persone nascono con un patrimonio ereditato dai genitori che le rende predisposte a sperimentare più ansia verso il proprio corpo, rispetto alla maggior parte della gente. In alcune famiglie, infatti, questo disturbo è più frequente che in altre, soprattutto tra i familiari di primo grado. A livello biologico alcuni studi hanno riscontrato alcuni cambiamenti nella regolazione dei neurotrasmettitori, ovvero di quelle sostanze chimiche che controllano nel cervello il passaggio degli impulsi nervosi, che possono rendere alcune persone più sensibili a certi stimoli potenzialmente ansiogeni. E’ stato inoltre evidenziato, che individui cresciuti in ambienti familiari caratterizzati da un elevato livello di stress, conflitti e abusi, sviluppano più facilmente disturbi d’ansia.

Tra gli eventi negativi che possono contribuire a sviluppare l’ansia per la salute, sono da considerare anche quelli più strettamente legati a traumatiche esperienze di malattia e morte nell’infanzia o durante l’età adulta, come ad esempio aver avuto una grave malattia da bambino o sperimentare la morte di un familiare/un amico. Questi traumi possono segnare in modo molto profondo una persona, portandola a convincersi che la salute è una condizione fragile.

L’apprendimento per imitazione di comportamenti osservati in persone affettivamente significative, è un altro fattore importante nell’influenzare la vulnerabilità individuale: i genitori possono trasmettere messaggi e modelli di comportamento in risposta a problemi di salute, tali da portare il bambino ad adottare strategie disfunzionali di coping.

Anche i media e le informazioni che trasmettono possono contribuire al manifestarsi dell’ansia per la salute in soggetti vulnerabili: articoli, post, programmi televisivi riguardanti gravi malattie, tipo il cancro o la sclerosi multipla ritraggono spesso queste malattie come oscure, inevitabili e una descrizione imprecisa del livello di rischio o dei sintomi possono rappresentare l’evento scatenante o aggravante di chi già ne soffre. Anche la diffusione di pandemie, come quella da Covid-19, può contribuire al manifestarsi di un disturbo d’ansia per la salute.

Tutti questi fattori in alcune persone determinano una sorte di vulnerabilità di base: essa costituisce un terreno fertile su cui, in seguito all’esperienza di eventi critici, può far scatenare il disturbo.

Il trattamento per l’ansia da malattia deve porsi come obiettivo la riduzione della frequenza e dell’intensità delle preoccupazioni, la riduzione dei comportamenti di evitamento e rassicurazione e il miglioramento dello stato generale d benessere del soggetto. Diverse ricerche indicano il trattamento cognitivo-comportamentale il più efficace.

Accanto a tale trattamento, negli ultimi anni si sta diffondendo con buoni risultati anche la Terapia Metacognitiva che consente di ridurre il rimuginio, la ruminazione provocata da pensieri negativi. Essa aiuta i pazienti a sviluppare nuovi modi di reagire ai pensieri negativi attraverso nuovi modi di controllare l’attenzione e modificando regole metacognitive controproducenti.

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