Disturbo d’Ansia da malattia

Ansia da Malattia

Nel nuovo manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il DSM-5, il disturbo d’ansia di malattia (che nel DSM-IV veniva definito ipocondria e inserito tra i disturbi somatoformi), viene collocato nella categoria nosografica dei disturbi da sintomi somatici e dei suoi correlati.

Tale disturbo si caratterizza per la presenza di una forte e persistente preoccupazione legata alla salute del proprio corpo. Il timore o in alcuni casi la convinzione di avere una grave malattia è spesso una costante nella vita di queste persone.

Tale timore insorge a causa di un’erronea interpretazione di sintomi fisici, di cambiamenti del corpo e di sensazioni fisiche innocue. Tali sensazioni possono derivare da diverse condizioni: perturbazioni corporee, disturbi minori, attivazione neurovegetativa procurata dall’ansia o da altre emozioni che si innescano nella vita quotidiana.

La persona con disturbo d’ansia di malattia, tende a sovrastimare la pericolosità di queste sensazioni sviluppando così la paura di essere ammalato di una grave malattia, non ancora diagnosticata e a sottostimare la propria capacità di far fronte a una eventuale diagnosi.
Le preoccupazioni possono riguardare uno o più apparati, in momenti diversi o contemporaneamente; in alcuni casi ci può essere preoccupazione per una specifica malattia.

La preoccupazione persiste nonostante le innumerevoli rassicurazioni da parte del medico e nonostante i risultati negativi dei numerosissimi esami di laboratorio sostenuti, che escludono la presenza della malattia temuta.
La persona continua quindi a sottoporsi ad ulteriori controlli medici, in cerca dei sintomi indicatori di malattia e svolge ripetute ricerche su quest’ultima, soprattutto mediante l’utilizzo di internet. Si allerta rapidamente se legge o sente parlare di una malattia, se viene a sapere che qualcuno si è ammalato e cerca continuamente rassicurazioni da parte dei suoi familiari e dei suoi amici. 

E’ sempre intenta a cogliere ogni minimo sintomo, vive in modo angosciato, ascoltando moltissimo il suo corpo. Tende ad avvertire con maggiore intensità gli stimoli organici: quello che può essere un banale mal di pancia per la persona con disturbo d’ansia da malattia diventa un dolore realmente insopportabile, sintomo di qualcosa di grave.

Altre persone con tale disturbo, spaventate da ogni elemento che possa far loro sorgere o aumentare il pensiero di malattia, mettono in atto un comportamento opposto a quello descritto sopra: evitano qualsiasi contatto con operatori sanitari, arrivando a trascurare la propria salute. Si parla in questo caso di evitamento dell’assistenza medica.

Nella maggior parte dei casi, ciò che maggiormente spaventa questi soggetti non è l’idea della morte, quanto l’immaginare le conseguenze negative della malattia in termini di sofferenza.
A lungo andare, il Disturbo d’ Ansia di malattia genera un elevato livello di ansia e disagio che può compromettere il funzionamento globale della persona: familiare, relazionale, sociale, emotivo e lavorativo.

Diagnosi dsm-5

Per la diagnosi di disturbo d’ansia di malattia, il DSM-5 prevede i seguenti criteri:

  • Preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia;
  • I sintomi somatici non sono presenti o, se presenti, sono di lieve intensità. Se è presente un’altra condizione medica o vi è rischio elevato di svilupparla, la preoccupazione è chiaramente eccessiva o sproporzionata;
  • È presente un elevato livello di ansia riguardante la salute e l’individuo si allarma facilmente riguardo il proprio stato di salute;
  • L’individuo attua eccessivi comportamenti correlati alla salute o presenta un evitamento disadattivo;
  • La preoccupazione per la salute è presente da almeno 6 mesi, ma la specifica patologia temuta può cambiare nel corso di tale periodo di tempo;
  • La preoccupazione riguardante la malattia non è meglio spiegata da un altro disturbo mentale.

La terapia online consente di eliminare i comportamenti di mantenimento della sintomatologia ansiosa. 

In un primo momento si dedica un ampio spazio alla comprensione del disturbo, al ruolo giocato da alcuni comportamenti. Solo in un secondo momento si espone l’individuo alle situazioni temute (nel caso in cui si assista ad una variante di evitamento dei controlli medici). 

Ulteriore obiettivo è quello di creare delle credenze alternative alla visione di se stessi come deboli, fiacchi e vulnerabili alle malattie.

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