Strategie di coping e soggettività

Il concetto di coping, traducibile letteralmente dall’inglese “far fronte”, “fronteggiare”, “tenere testa”, è impiegato in psicologia per indicare una serie di comportamenti messi in atto dagli individui per cercare di tenere sotto controllo, affrontare e/o minimizzare conflitti e situazioni o eventi stressanti. Per questo in psicologia si parla di “strategie di coping” con riferimento a quei meccanismi di adattamento e di risposta che una persona può adottare quando si trova in condizioni di stress di varia natura. 

Il comportamento adottato di fronte a problemi ed eventi stressanti e/o conflittuali – quindi anche il tipo di strategie di coping messe in atto – dipendono da diverse variabili, quali: tipo ed entità del problema o dell’evento stressante, circostanze in cui si verifica lo stress, caratteristiche dell’individuo. Come si può facilmente intuire, quindi, le combinazioni di risposte che si possono attuare sono veramente molte e dipendono in parte sia dalla personalità dell’individuo che dall’ambiente sociale in cui il problema si manifesta.
Vista la grande variabilità di risposte ad eventi stressanti e conflittuali, le tipologie di strategie coping finora identificate sono molte. Nel corso degli anni, diversi psicologi hanno tentato di classificare le diverse strategie di adattamento in macrogruppi in modo da fornire una sorta di categorizzazione. Ad esempio, lo psicologo Weiten identifica quattro differenti gruppi di strategie di coping, alcuni dei quali condivisi anche da altri psicologi:

  1. Le strategie di coping incentrate sulla valutazione: con queste strategie l’individuo modifica il proprio modo di pensare prendendo le distanze dall’evento stressante o impiegando la negazione.
  2. Le strategie di coping incentrate sul problema: le persone che adottano queste strategie di coping tendono a voler affrontare le cause alla base del loro problema, cercando di comprenderle e apprendendo nuove abilità che possano permettergli di gestirle al meglio. In altre parole, le strategie incentrate sul problema mirano ad eliminare la fonte dell’evento stressante.
  3. Le strategie di coping incentrate sulle emozioni: in questo tipo di strategie l’individuo cerca di gestire le emozioni che si manifestano durante l’evento stressante o conflittuale, nel tentativo di alleviare, ridurre o prevenire il disagio da esso derivante. In questo senso, è possibile reagire in differenti modi, ad esempio:
    • Fuggendo dal disagio emotivo, evitandolo o prendendo le distanze da esso;
    • Rivalutando lo stress e cercando di trovare un significato più positivo al fine di ridurre la componente emotiva negativa (rivalutazione positiva)
    • Accettando eventuali colpe o responsabilità della causa scatenante l’evento;
    • Esercitando l’autocontrollo;
    • Cercando un supporto sociale.
      Tuttavia, è doveroso precisare che l’evitare e l’allontanarsi dalle cause possono essere sì efficaci nel ridurre lo stress ma solo nell’immediato o comunque per brevi periodi di tempo; se utilizzati per periodi di tempo lunghi, invece, questi comportamenti possono portare a risultati controproducenti. Al contrario, i comportamenti mirati alla ricerca di emozioni positive – come ad esempio, la rivalutazione dello stress e la ricerca del supporto sociale – sono potenzialmente più utili per ottenere risultati favorevoli. Il coping incentrato sulle emozioni sembra essere più adatto ad affrontare situazioni stressanti le cui cause appaiono incontrollabili, come ad esempio, la perdita di un famigliare o di una persona cara, la diagnosi di malattie terminali, ecc.
  4. Le strategie di coping incentrate sull’occupazione: le persone che mettono in pratica questo tipo di coping tendono a concentrarsi su un’occupazione il più duratura e stabile possibile che possa fornire risposte positive.

Stress, coping e Covid-19

La Pandemia che ha colpito l’intero pianeta, non risparmiando nessuno, ha interrotto praticamente ogni aspetto della vita quotidiana, generando isolamento forzato e distanza sociale, difficoltà economiche, paura di contrarre la malattia potenzialmente letale e sentimenti di impotenza e disperazione. Sfortunatamente, non esiste nessuna formula o manuale operativo su come affrontare l’attuale pandemia globale. Molte ricerche precedenti hanno documentato una serie di risposte a crisi o disastri di massa, tra cui ansia cronica e stress post-traumatico, nonché resilienza e recupero. Da queste ricerche si può imparare molto su come le persone si sono comportate in passato al fine d’identificare strategie che possono essere particolarmente efficaci nella gestione del disagio e nel coltivare la resilienza durante questi momenti storici stressanti. Si è osservato, dalle ricerche, come siamo capaci di delineare molteplici strategie di coping (attivazione comportamentale, coping basata sull’accettazione, pratica di consapevolezza, pratiche di gentilezza amorevole) volte a diminuire lo stress e promuovere la resilienza e il recupero. Queste strategie possono essere particolarmente efficaci perché aiutano le persone a dare un significato, promuovere una visione della nostra profonda interconnessione umana e intraprendere azioni orientare al valore orientate agli obiettivi nel mezzo della pandemia di Covid-19.

Infine, l’umanità ha affrontato numerosi traumi di masse e tragedie nel corso della storia e, sebbene le sfide di salute mentale accompagnano invariabilmente questi eventi, possiamo imparare molto da come le persone hanno affrontato il problema in passato. Abbiamo identificato numerose strategie che possono essere particolarmente efficaci nella gestione del disagio e coltivare resilienza durante questi momenti pericolosi. Queste strategie sono finalizzate ad aiutare le persone a dare significato, costruire tolleranza al disagio, aumentare il supporto sociale, abbracciare una visione più profonda della nostra interconnessione umana e intraprendere azioni orientate al valore e agli obiettivi, in mezzo alla minaccia terrificante del Covid-19. 

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