Sindrome da alienazione genitoriale: cos’è e come riconoscerla

Il concetto di PAS (Sindrome da Alienazione Genitoriale) è un concetto che riecheggia sempre più frequentemente in ambito psicologico, familiare e soprattutto nelle aule dei tribunali.

La prima definizione appartiene a Gardner , il quale aveva parlato di “un disturbo che insorge essenzialmente nel contesto di controversie sulla custodia dei figli, più precisamente quando un genitore affidatario istiga, con la manipolazione , i figli contro l’altro genitore.”.

In altri termini la PAS è caratterizzata da comportamenti e strategie genitoriali ostacolanti nei confronti dell’altro genitore, di cui però molto spesso il bambino non si rende conto.

Il genitore alienante trasmette il messaggio che il genitore alienato non sia un adulto prevedibilmente affidabile, disponibile e rassicurante , ma indegno, inaffidabile e indisponibile.

Dunque, i genitori vittime di alienazione, hanno possibilità limitate di offrire conforto ai figli, prendersi cura di loro e star loro accanto anche quando sono malati, riducendo le loro opportunità di essere percepiti come figure di attaccamento.

Tali messaggi alienanti vengono trasmessi ai figli attraverso una serie di strategie come: ricorrere alla maldicenza, limitare i contatti, esprimere collera in seguito agli incontri con il genitore alienato, obbligare il figlio a scegliere tra i genitori. Queste strategie di alienazione, trasmettono esattamente un triplice messaggio:

  1. Il genitore alienante è l’unico genitore che lo abbia a cuore;
  2. Il genitore alienante è indispensabile per far sentire il bambino al sicuro e a proprio agio;
  3. Il genitore alienato, che è pericoloso, deve essere disconosciuto per conservare l’amore e l’approvazione del genitore alienante.

Ciò significa che contrastare l’alienazione è un’impresa ardua poiché il genitore alienato può non essere a conoscenza di tutte le strategie impiegate dall’altro genitore.

Ma quali sono, nello specifico, le strategie ostacolanti del genitore alienante?

Molto spesso i comportamenti e le strategie che il genitore alienante mette in gioco sono spesso sottili e quasi impercettibili. Tra i più riscontrati comportamenti rientrano:

  • rifiutare di passare la chiamata telefonica ai figli;
  • organizzare varie attività con i figli durante il periodo in cui l’altro genitore deve normalmente esercitare il suo diritto di visita;
  • presentare il nuovo compagno ai figli come “nuova madre” o “nuovo padre”;
  • svalutare ed insultare l’altro genitore davanti ai figli;
  • coinvolgere le persone vicine (la propria madre , il nuovo coniuge) nel lavaggio del cervello dei figli;
  • prendere decisioni importanti a proposito dei figli senza consultare l’altro genitore;
  • rimproverare l’altro genitore per un cattivo comportamento de figli;

PAS COME FORMA DI MALTRATTAMENTO INFANTILE

Alla luce delle sue caratteristiche, l’alienazione genitoriale può essere considerata dunque una forma di abuso emotivo per varie ragioni: una di queste è che le strategie adottate dai genitori alienanti per mettere in atto l’alienazione sono emotivamente violente in se stesse e per se stesse: i genitori alienanti aggrediscono verbalmente, isolano, corrompono, rifiutano, terrorizzano, ignorano ed opprimono i figli allo scopo di alienarli dall’altro genitore. In questo modo questi figli tendono a sentirsi amati soltanto finchè conseguono risultati ed assolvono compiti per i genitori alienanti , sebbene quanto ci si aspetti da loro vada ben oltre quello che essi dovrebbero o sono effettivamente in grado di compiere.

E’ importante dunque, conoscere tale fenomeno, al giorno d’oggi sempre più frequente e riflettere sulla tossicità di tali comportamenti (molto spesso messi in atto non solo in famiglie conflittuali ma anche in famiglie apparentemente “intatte”) poiché il rifiuto, la scarsa autostima e la sensazione di inutilità pongono nel tempo le basi per una serie di schemi mentali e comportamentali decisamente disfunzionali.

Bibliografia

Baker A.J.L., Figli Divisi. Storie di manipolazione emotiva dei genitori nei confronti dei figli , 2010 Firenze, Giunti Editore.

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