Quando i genitori si separano. Come lo comunico ai miei figli?

Lo sai che mamma e papà si stanno separando? mi hanno comunicato che papà andrà a vivere in un’altra casa, io ho pianto tanto, ho pensato che è anche un po’ colpa mia, non faccio sempre il bravo a casa.  

Marco 7 anni 

Sono proprio stanca, odio i miei genitori e le loro solite liti, ogni volta che succede ho voglia di scappare, mi sembra di essere sempre in mezzo ad un vulcano che sta per esplodere, quando finisce questa storia… non ce la faccio più!

Elena 16 anni

Lavorando con genitori di bambini e adolescenti, spesso, mi viene chiesto come comunicare ai propri figli la separazione. Per i genitori diventa una delle preoccupazioni principali, infatti, è un passo delicato e deve essere preparato con estrema cura. Le reazioni dei bambini/ragazzi, variano in base all’età, alla qualità della relazione con i genitori e alle strategie interne apprese per superare le situazioni difficili. In genere, i bambini in età scolare, tendono a rielaborare la separazione, cercandone le ragioni nella loro fantasia, tendono ad attribuirsi le responsabilità, a sentirsi colpevoli, proprio come ci racconta il piccolo Marco. Per questo motivo i genitori dovrebbero sempre ripetere ai bambini, che non hanno alcuna colpa; che non hanno fatto nulla di “male” che abbia causato la separazione tra mamma e papà.

Quando la separazione invece avviene durante la fase adolescenziale, i figli vengono esposti ad una forte conflittualità e molto spesso costretti a prendere decisioni, che non sono ancora in grado di affrontare. Quello che però li accomuna è che anche loro hanno bisogno di esprimere e di sgrovigliare una matassa di emozioni, ed essere accolti in questa fase particolare e delicata.

 È proprio dalle parole di Marco ed Elena, mi sono resa conto che per comunicare la separazione ai ragazzi è importante:

  • Chiarezza e sicurezza
  • Ascolto attivo 
  • Ascolto empatico

Il momento migliore per parlare ai figli deve essere sicuramente scelto in modo tale che garantisca di avere tempo, tranquillità, senza interruzioni, intrusioni. 

I figli devono essere rassicurati sul fatto che non saranno abbandonati, che l’organizzazione della routine quotidiana cambierà, ma i genitori ci saranno sempre per loro, ecco quindi che, l’organizzazione diventa centrale in un dialogo che deve dare al minore dei punti fermi: quando vedrà il papà e quando vedrà la mamma, per esempio, o dove andrà a vivere il genitore che lascerà la casa.

È inoltre fondamentale essere coscienti dell’effetto del messaggio dell’altro su di sé, per distinguere le proprie emozioni da quelle del figlio. L’ascolto del figlio comporta a volte anche la capacità di tollerare il silenzio, sarà importante accogliere tutte le domande che il bambino in quel momento, o più probabilmente più avanti vorrà fare, e rispondere in modo sincero e rassicurante.

“È normale sentirsi cosi”. Cerchiamo di validare le emozioni dei figli, prendiamoci cura della relazione, se il bambino si metterà a piangere accetteremo le sue lacrime, lo abbracceremo, se si arrabbierà accetteremo la sua rabbia, se avrà paura del domani accoglieremo la sua paura, se ci risponderà con il silenzio, risponderemo con una carezza, un abbraccio, o anche solo con il simmetrico stare in silenzio insieme.

Dott.ssa Sara Valente – Psicologa 

Photocredit: Bambino foto creata da freepic.diller – it.freepik.com

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