Manuale di sopravvivenza ai “bambini impossibili”

Bambini impossibili cosa fare

Molto spesso accade che una coppia arrivi in terapia lamentando difficoltà con il proprio figlio che si comporta in maniera oppositiva e provocatoria.

Testare il limite è una tappa evolutiva “naturale” nella crescita di un bambino e questo processo lo ritroviamo spesso tra i 2 e i 4 anni.

Per la crescita e la formazione di una persona è una risorsa poiché il NO è la prima espressione di comunicazione e affermazione di una identità simile ma allo stesso tempo diversa da quella di mamma e papà.

Ma cosa succede quando questo comportamento diventa eccessivo?

Essere genitore è un lavoro difficile per il quale non si è mai preparati. È una sfida continua che ci porta a mettere in discussione continuamente le capacità di comunicazione, comprensione e la qualità delle modalità educative che stiamo adottando.

Il senso di difficoltà in alcuni casi diventa così grande che sfocia nell’impotenza del genitore che si ritrova a dover fronteggiare un bambino molto spesso arrabbiato, critico e sfidante.

La reazione immediata è quella di correre ai ripari diventando rigidi e impartendo punizioni ma spesso non si rivela una strategia efficace.

Cosa fare?

È importante un lavoro di sistema che veda coinvolta anche la scuola: è il luogo dove il bambino trascorre molto tempo e larga parte delle sue relazioni si instaurano lì. Il dialogo con l’insegnante e la creazione di un rapporto di collaborazione e comunicazione è utile per non sentirsi “soli” in balia della situazione e senza mezzi.

In terapia è importante riportare la coppia genitoriale sul processo e comprendere che il proprio figlio sta facendo qualcosa e chiederci come mai stia reagendo in questo modo. Vederlo come una persona che sta facendo la scelta di comunicare sé stesso in questo modo ci porta su una dimensione per cui il bambino va compreso e accolto e che forse il suo comportarsi in quel modo è una chiara richiesta di attenzione. È importante comunicare e parlare degli stati d’animo, non cedere sulle regole ma spiegarne il perché senza imporle.

Al bambino forse stanno mancando altri modi per esprimere sé stesso per cui lavorando sul dialogo, la comunicazione, il contatto fisico e con la lettura di libri che trattino l’argomento con un linguaggio comprensibile ai più piccoli possiamo trasmettere il messaggio che la mamma e il papà sono lì con lui anche se…

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