L’ansia in età evolutiva: aiutare i bambini a riconoscere e affrontare le loro preoccupazioni

ansia nel bambino

“Ho mal di pancia!” Quante volte ci è capitato di sentir dire ai bambini questa frase, magari prima di andare a scuola, prima di uscire o di andare ad un evento e quante volte questa frase è stata interpretata dai grandi come un capriccio o ancor di più ignorata?

Molto spesso, però, dietro a questa frase, si cela un bisogno molto più profondo del bambino o un’emozione che suscita angoscia.

Si pensa spesso che l’ansia sia solo una roba da grandi come se, a parte la gioia e la paura, i bambini non possano permettersi di sperimentare altro. Ma esattamente come per gli adulti, l’ansia fa capolino nella vita dei bambini assumendo spesso forme diverse e più latenti.

Capita spesso di sentir dire ai bambini di avere mal di pancia, mal di testa, difficoltà ad addormentarsi o a concentrarsi ma a queste manifestazioni fisiche e cognitive, i bambini non sanno dare un significato.

Tuttavia, prima ancora che i bambini, gli adulti fanno fatica a riconoscere l’ansia come una emozione necessaria che in situazioni di pericolo ci aiuta a reagire in modo adattivo. Al contrario, erroneamente si pensa che questa emozione abbia soltanto un’accezione negativa. Ecco perché molto spesso si cerca di scacciarla via. Questa emozione, diventa invece maladattiva quando assume elevati livelli di intensità e quando ci segnala una minaccia che in realtà non c’è. È quindi importante partire da questa premessa per educare i bambini e gli adolescenti a riconoscere i sintomi dell’ansia e a dare un nome a ciò che provano.

Come si manifesta l’ansia nel bambino? Riconosciamo qualche sintomo

I disturbi d’ansia in età evolutiva rappresentano la patologia psichiatrica più comune (Merikangas et al.,2010; Kessler, Avenevoli, Costello,2012) e a seconda delle diverse età, l’ansia assume forme diverse: tra i 6 e i 9 anni l’ansia dei bambini riguarda prevalentemente la separazione dalle figure di riferimento; tra i 10 e i 13 anni aumenta la paura della morte e in adolescenza si sperimenta prevalentemente l’ansia sociale e da prestazione.  I bambini si focalizzano maggiormente sulle sensazioni fisiche mentre gli adolescenti hanno spesso la sensazione di essere sbagliati, strani, diversi e questa percezione di sé favorisce l’aumento dei livelli di ansia.                                                                    

I sintomi d’ansia più diffusi in età evolutiva sono:

  • mal di pancia;
  • mal di testa;
  • fatica ad addormentarsi;
  • irrequietezza;
  • vuoti di memoria;
  • difficoltà di concentrazione;
  • richiesta di rassicurazione;
  • paura di sbagliare;
  • eccessiva preoccupazione per qualsiasi evento o situazione;

Cosa possono fare dunque gli adulti di fronte all’ansia del bambino?

Abbiamo già detto che, come l’adulto anche il bambino, seppur non abbia gli stessi strumenti nel riconoscerla e definirla, sperimenta ansia attraverso manifestazioni somatiche e cognitive che lo portano a sentire il bisogno di non uscire, non andare a scuola o a dormire nel lettone insieme a mamma e papà per sentirsi più al sicuro.                                                                                                                                      Innanzitutto è di estrema importanza che i genitori ne parlino, che spieghino al proprio bambino cos’è l’ansia, normalizzandola come emozione che ogni essere umano sperimenta e spingendolo a parlare delle sue preoccupazioni e a riconoscerne i sintomi in situazioni in cui diventa eccessiva ed invalidante (es: quando evita di andare a scuola per paura dell’interrogazione..).

Questo rappresenta un obiettivo importante al fine di aiutare il proprio bambino a non temere la sua emozione, a provare meno vergogna e di conseguenza gestirla al meglio, eliminando l’evitamento come strategia di coping.

Quale trattamento?

Il trattamento più efficace per i disturbi d’ansia in età evolutiva è la terapia cognitivo- comportamentale che si avvale, oltre che della indispensabile collaborazione dei genitori, di diversi strumenti. Tra questi abbiamo:

  1. il parent training (il terapeuta istruisce i genitori a rispondere alle richieste dei bambini/adolescenti in modo da non rinforzare le loro paure e preoccupazioni);
  2. la sostituzione dei pensieri disfunzionali in pensieri più adattivi (insegnare ai bambini ad individuare i pensieri disfunzionali e cercarne di nuovi in maniera più oggettiva);
  3. l’esposizione (aiutare il bambino ad affrontare gradualmente le situazioni percepite come minacciose affinchè si renda conto che l’ansia è un’emozione possibile da affrontare e gestire);
  4. il modellamento (usare l’adulto come modello funzionale di comportamento nell’affrontare situazioni temute);
  5. il rinforzo (premiare ogni comportamento del bambino che si avvicini all’obiettivo da raggiungere per fare in modo che si ripeta con maggiore probabilità).
  6. Educare, riconoscere e lasciare spazio alle emozioni è dunque il messaggio più importante da cogliere e trasmettere ai propri bambini per favorire ed incrementare il loro benessere psicofisico.

Bibliografia

“I disturbi d’ansia in età evolutiva”, a cura di A. Montano, R. Rubbino, F. Salvaguardia.

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