IL DISTURBO DA SINTOMI SOMATICI: cos’è e come trattarlo?

Sempre più frequentemente, nella mia pratica clinica, mi capita di incontrare persone, giunte a me dopo numerosi approfondimenti e consulti medici per dolori fisici e sensazioni corporee non giustificabili da cause organiche. Si tratta di manifestazioni somatiche con una significativa componente psicologica che prendono il nome di Sintomi Somatici

Il Disturbo da sintomi somatici (SSD) è un disturbo caratterizzato dunque da una eccessiva preoccupazione per la propria salute, con sintomi fisici, veri o fittizi tali da richiedere continui controlli e approfondimenti medici. Tra i problemi somatici più comuni che si ritrovano sempre più spesso in medicina generale e in psichiatria vi sono: 

Sindrome dell’intestino irritabile: dolore addominale e cambiamento delle abitudini intestinali comprese stipsi e/o diarrea;

Ipertensione: alta pressione sanguigna; 

Tic e spasmi: movimenti muscolari involontari o contrazioni;

Insonnia: percepita e reale difficoltà nel dormire, associata a lamentele di senso di stanchezza durante il giorno. Si divide in difficoltà nell’addormentarsi (insonnia iniziale), sonno disturbato con frequenti risvegli, risveglio precoce e sonno non ristoratore;

Disturbi del sonno: incubi, sonnambulismo, enuresi, problemi di movimento  (bruxismo, dondolamento della testa), apnea notturna , russare; 

Vomito psicogeno;

Difficoltà con la deglutizione e il cibarsi;

Condizioni della pelle: lesioni, irritazioni o eruzioni cutanee, spesso causate da grattamento (eczema, psoriasi);

Sintomi vestibolari: vertigini e acufeni; 

Tuttavia, l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali ha portato ad una riclassificazione dei disturbi somatoformi con la distinzione in: 

Disturbo da sintomi somatici: caratteristica presenza di sintomi fisici con eccessiva preoccupazione per la propria salute. 

-Disturbo da ansia per la salute: con eccessiva preoccupazione per la salute fisica, seppur in assenza di sintomi fisici significativi (vecchia definizione di ipocondria)

-Disturbo da conversione: anche detto Disturbo da Sintomi Neurologici Funzionali; 

 Ma quali sono le caratteristiche delle persone con tale sintomatologia? 

Le persone che presentano tale sintomatologia: 

-credono che i propri problemi abbiano una causa o una manifestazione fisica; tale percezione potrebbe essere corretta, esagerata o completamente sbagliata. A ogni modo, quando i pazienti presentano una convinzione distorta o poco verosimile di come il funzionamento del proprio corpo sia compromesso, o lo stia diventando, in modo doloroso, tale convinzione diventa fonte di difficoltà e di ansia; 

– basano le proprie convinzioni esagerate su osservazioni che li convincono della verità di tali convinzioni. Queste possono essere sintomi e segni che vengono erroneamente interpretati come evidenze di disfunzione del corpo; 

Inoltre, i problemi somatici vengono percepiti come minacciosi per due motivi: 

a) il grado di handicap o compromissione che deriva dal problema;

b) la reazione emotiva al problema, in particolare l’ansia relativa alle possibili cause e conseguenze , rabbia e depressione. Uno o entrambi questi fattori possono portare la persona a ricercare aiuto.

-la reazione al problema percepito può includere cambiamenti dell’umore, cognitivi, comportamentali e del funzionamento fisiologico. Questi cambiamenti possono mantenere il problema stesso. Il trattamento psicologico è rivolto dunque al cambiamento dei fattori che mantengono sia la sofferenza sia la compromissione; 

-problemi che in origine avevano una causa organica, potrebbero successivamente, essere mantenuti da fattori psicologici. 

Quale trattamento? 

Innanzitutto è importante ricordare che il disturbo da sintomi somatici è una condizione di salute mentale e come per tutte le condizioni di salute mentale, cercare aiuto è indispensabile.                        In tal senso, la psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo- comportamentale (CBT) è considerata il trattamento più efficace per tali disturbi. La CBT aiuta gli individui a identificare e modificare schemi di pensiero e comportamenti negativi che contribuiscono ad alimentare i loro sintomi.                                                                                                                                                    Talvolta però, la gestione psicologica dei problemi somatici è un’impresa difficile poiché la maggior parte dei pazienti presenta condizioni croniche e mai trattate e poiché il rifiuto di farsi coinvolgere in un trattamento psicologico spesso costituisce un fattore complicante. Ciò nonostante, nel caso di molti pazienti è possibile ottenere un considerevole cambiamento o completo sollievo. Per altri pazienti, miglioramenti anche modesti possono determinare marcati cambiamenti nella loro qualità di vita. In alcune condizioni particolarmente difficili da trattare, l’obiettivo della terapia potrebbe essere: 

-miglioramento graduale nel lungo periodo; 

-apportare piccoli cambiamenti che possono essere utili per il paziente; 

-fermare il deterioramento; 

-aiutare il paziente a condurre una vita più completa all’interno delle restrizioni dettate dal problema; 

-ridurre la sofferenza associata al problema (ansia, depressione e demoralizzazione);

Alla luce di ciò, il disturbo da sintomi somatici rappresenta dunque una condizione complessa e spesso debilitante che richiede un approccio multidisciplinare. La diagnosi precoce è fondamentale per un trattamento efficace, che in alcuni casi, oltre la psicoterapia, include la farmacoterapia.                                Inoltre, il sostegno da parte dei familiari e degli operatori sanitari rappresenta una delle maggiori risorse affinchè tali pazienti riescano a gestire questa condizione e a migliorare la loro qualità di vita.

Bibliorafia

Manuale di terapia cognitivo-comportamentale. Aspetti teorico-pratici in psichiatria”.  A cura di K. Hawton, P. M. Salkovskis, J. Kirk, D. Clark. Giovanni Fioriti Editore

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