Quando l’amore diventa patologico – La Dipendenza Affettiva

“ogni respiro che fai, ogni movimento che fai, ogni legame che rompi, io ti guarderò. Non lo capisci? Tu appartieni a me”

Police (Every Breath You Take)

Il rapporto di coppia segue un’evoluzione ben precisa. Si passa da un’iniziale fase simbiotica, di innamoramento o amore romantico; a un rapporto più maturo in cui le due persone che formano la coppia, pur mantenendo la propria soggettività, costruiscono un progetto di vita insieme e delineano precisi confini all’interno del sistema in cui sono presenti sogni e bisogni comuni e, allo stesso tempo, sogni e bisogni soggettivi. Un io e un noi.

L’amore, nelle sue diverse forme di attaccamento e nelle sue manifestazioni positive e sane, rappresenta un’importante capacità e, allo stesso tempo, un naturale e profondo bisogno di ogni essere umano, paragonabile al bisogno di fame, sete e dello stesso sesso.

A volte, tuttavia, la frustrazione o l’assenza di esperienze positive di tipo affettivo- relazionale, può portare ad un “legame che stringe” o ad una “dolorosa ossessione” in cui si altera l’equilibrio tra il dare e il ricevere all’interno di una relazione amorosa.

Un rapporto d’amore deviato, malato e ossessivo può portare alla dipendenza, alla morte dell’amore fino alla compromissione del benessere psicofisico della persona.

Oggi, lo sguardo della comunità scientifica si è concentrato con maggiore interesse verso tutte quelle forme di dipendenza che non sono strettamente connesse con l’uso di sostanze, ma che presentato aspetti cognitivi e comportamentali comuni.

L’ultima edizione del DSM (Manuale diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali) descrive con specifici criteri la sintomatologia legata alla cosiddetta “love addiction” o “dipendenza affettiva”. Le analisi statistiche confermano una maggiore prevalenza della dipendenza affettiva nel sesso femminile. Ad oggi, tuttavia, il numero di uomini che vivono una condizione di dipendenza affettiva è in aumento.

“Una dipendenza affettiva è come una fame improvvisa che chiede di essere tempestivamente saziata ma non sempre porta alla sazietà” (M. Cozzolino, Il peggior nemico. Storie di amori difficili, Armando Editore, Roma, 2001).

Allo stesso modo il dipendente affettivo chiede di colmare quella fame insaziabile con l’amore, con l’accettazione e con il bisogno di essere visti dall’altro. Quel tipo di fame, non essendo saziabile, crea un circolo vizioso di “dare” e attesa di “ricevere”. Un’attesa che conduce ad un annullamento del sé.

La dipendenza affettiva è una condizione di assoluta dedizione all’altro, che determina una progressiva riduzione dei propri spazi d’indipendenza, il disinteresse per tutto quello che non ha a che fare con l’oggetto d’amore.

Chi vive tale condizione di dipendenza è ossessionato dal costante pericolo di poter perdere il partner. Ogni atteggiamento, comportamento e movimento è orientato in funzione di evitare quella perdita.

La persona dipendente, sebbene in alcune circostanze, ammetta che il rapporto sia insoddisfacente, umiliante e distruttivo, non riesce ad uscire dalla relazione. Nel lungo periodo questa situazione può logorare la persona fino a sviluppare una vera e propria sintomatologia ansiosa, ossessiva e depressiva.

La psicoterapia aiuta il dipendente affettivo ad avere una maggiore consapevolezza sulle proprie modalità di entrare in relazione con l’altro e con il partner, nonché le motivazioni sottostanti tale funzionamento. Con il tempo lo stesso imparerà a riconoscere le trappole cognitive ed emotive causa di sofferenza e infelicità.

La psicoterapia permette anche di elaborare gli stili di attaccamento insicuro nei confronti delle figure significative e i relativi processi di copia utilizzati, con l’obiettivo di ricreare nuovi stili di attaccamento che permettono di avere relazioni soddisfacenti e gratificanti.

L’inizio di un percorso psicoterapico, il mettersi in gioco all’interno di un nuovo tipo di relazione “terapeutica”, aiuta ad avere come modello di riferimento un’interazione in cui è possibile riconoscere ed esprimere in maniera sana i propri bisogni e acquisire una maggiore autostima e autonomia.

Biografia

Cozzolino M. “Il peggior nemico. Storie di amori difficili”. Armando Editore, Roma, 2001

Erich Fromm, “L’arte di amare”. Mondadori, Milano,1995

Ghezzani N. “Quando l’amore è una schiavitù”. Le Comete, Milano, 2011

Guerreschi C. “La dipendenza affettiva. Ma si può morire anche d’amore?”, Franco Angeli, Milano, 2018

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