Post partum: come affrontarlo in modo efficace e con quali strategie

Post partum e il nuovo equilibrio

Subito dopo la nascita del bambino l’intero sistema familiare si trova a vivere un momento di grande felicità, gioia, euforia ma anche di numerosi cambiamenti: i ritmi diventano più veloci, i bisogni personali passano in secondo piano, gli impegni aumentano e la coppia si trasforma.

I neogenitori sono immersi in una relazione nuova, una relazione a tre (o a quattro, quando è presente un figlio maggiore) che necessità di un nuovo equilibrio e di nuove regole. In questo momento così delicato nulla è scontato, nulla è semplice e per entrambi i genitori questa fase rappresenta un passaggio faticoso quanto privilegiato e speciale. È necessario ridefinire i ruoli, i compiti, le modalità comunicative, le abitudini. La dimensione genitoriale prende il sopravvento su quella di coppia e il neonato diventa il punto fermo su cui far ruotare tutta l’organizzazione familiare.

Nuovi impegni e nuove tensioni per la donna

Avere un figlio è una gioia immensa ma allo stesso tempo anche un momento che richiede tanti sacrifici. E’ sbagliato pensare che esista a tutti i costi la felicità assoluta delle neomamme perchè accanto a momenti meravigliosi ci sono anche quelli dannatamente duri e pesanti. Questa nuova verità sembra distanziarsi da quella concezione diffusa che promuove la maternità come uno stato di grazia senza ostacoli. La stanchezza sembra essere la sensazione predominante che accompagna moltissime mamme: gli impegni verso il piccolo non hanno limiti di tempo e ad essi si aggiungono quelli quotidiani tipici di una famiglia, quali la cura per il figlio maggiore, la sistemazione della casa e le attività culinarie. Questo costante sovraccarico può trasformarsi in una fatica logorante e far emergere nuove paure e preoccupazioni. Per alcune neomamme questa condizione transitoria può essere molto difficile da accettare e/o da affrontare in quanto implicherebbe uno status completamente diverso da quello precedente a cui si era abituate. La non accettazione di questa condizione può portare allo sconforto ed incidere sul benessere psicologico.

Quali strategie per affrontare in modo efficace questa fase della vita?

Per poter “sopravvivere” a questa delicata quanto straordinaria fase della vita, sono necessarie attenzioni particolari, aiuti pratici e un supporto emotivo adeguato.

Il primo passo da intraprendere è quello di parlarne senza timore di essere giudicata: condividere le proprie paure ed emozioni con un’amica, con la propria madre, con una sorella. La condivisione permette di non sentirsi sola e può assolvere una funzione catartica delle tensioni accumulate durante la giornata. Il secondo passo richiede lo sviluppo di una rete di supporto che possa sostenere la madre nella gestione delle attività familiari. È necessario accettare ogni forma di aiuto proposta: la rinuncia comporta un sovraccarico difficile da sostenere. È importante che la madre si metta nelle condizioni di essere aiutata senza timore che questo sostegno possa compromettere il suo essere una “buona madre” e una “buona moglie”. Il terzo passo comporta la costruzione di piccoli spazi personali come fare una passeggiata, concedersi un bagno caldo, dedicarsi allo sport, bere un caffè con un’amica. Concedersi del tempo non è sempre facile. Questo passaggio può a volte essere lento, apparire difficile, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, ma è importante non rinunciarvi completamente. Bisogna porsi nell’ottica che la propria routine ritornerà, che i propri spazi verranno ripristinati poichè la condizione attuale è solo temporanea, necessaria a far crescere il proprio bambino. Non bisogna avere fretta ma è importante considerare questa fase come di passaggio, come ogni altro periodo della vita con alcuni momenti piacevoli e altri più difficili.

E se queste strategie non dovessero bastare?

Se la neomamma dovesse continuare a sentirsi molto triste e in preda allo sconforto per un lungo periodo, sarebbe necessario chiedere aiuto ad uno professionista psicologo-psicoterapeuta che possa accompagnarla in questo momento e aiutarla nella ricerca delle giuste strategie per poterlo affrontare. Un percorso psicoterapeutico mirato aiuterebbe a superare le criticità, ripristinare una condizione di vita serena, il benessere della donna e dell’intero sistema familiare.

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Altro da scoprire

Adulti

Atelofobia – Paura dell’imperfezione

Definizione di Atelofobia: Tra le paure che accomunano gli esseri umani, l’Atelofobia è di  certo quella che più risente di alcune caratteristiche della attuale società,