Pensavo fosse un calesse… invece era amore!

I rapporti di coppia fuori da Hollywood

“Che cos’è l’amore?” “È veramente amore quello che provo?” “Se ho già amato, potrò amare di nuovo?”

La voglia di dare senso e significato all’amore nasce da lontano. Basti pensare alla quantità di opere d’arte a cui ha dato vita e al senso che la sua presenza così come la sua assenza danno alla quotidianità di ogni essere umano. C’è chi azzarda che una vita senza amore si trasforma in qualcosa di così vizzo e polveroso che non vale nemmeno la pena parlarne […] che perfino un cuore spezzato è un cuore fortunato che ha avuto la sua parte.

L’amore ha così tante forme che trovare una definizione di esso sembra un’impresa quasi impossibile. E di definizioni di amore ne sono state date tante, ognuna di esse vera a suo modo, poiché guarda a specifici aspetti dell’esperienza amorosa. La sociologia, per citarne una, lo definisce come lo strumento principale per instaurare relazioni, il sentimento principe della socialità, ciò che consente il passaggio dal piano individuale a quello sovra-individuale, collettivo. L’antropologia evidenzia che l’amore è trasversale a tutte le società e culture, seppur molto diverse tra loro. La neurofisiologia considera l’amore come l’attivante di determinate aree del cervello che sono legate ai meccanismi della ricompensa e quindi il principale responsabile di piacere e benessere.

Amore e psicologia

L’amore è l’ingrediente fondamentale di ogni relazione e in quanto tale oggetto di studio della psicologia. È forza che muove, che genera, che performa e trasforma ogni relazione che tocca: familiare, amicale, di coppia. Quest’ultimo è quello che forse maggiormente ci porta a riflettere e a meditare. Capita spesso, infatti, che le persone ad un certo punto della vita di relazione mettano in dubbio il proprio sentimento poiché è cambiato, poiché sembra meno intenso, poiché meno sentito.

La difficoltà principale risiede, probabilmente, nelle aspettative rispetto all’amore tanto raccontato e descritto da fiabe, poesie e cinema. Quell’amore è quello che fa sentire le farfalle nello stomaco; è quello in cui il partner è l’ultimo pensiero prima di andare a dormire e il primo al mattino quando ci si sveglia; è quello che motiva ad abbandonare le proprie passioni e i propri interessi in onore del tempo da passare in coppia.

Amore e vita di coppia

Chiunque abbia avuto una relazione di coppia ha sperimentato questa fase di innamoramento struggente, un periodo magico in cui ogni partner mostra di sé -e vede dell’altro- la parte migliore, priva di difetti e stranezze, idealizzata nella sua quasi divina perfezione. L’innamoramento è quella fase in cui si evita ogni conflitto, ogni connotazione aggressiva, non vi è senso critico, ci si perdona ogni cosa e si rifiuta ogni difetto e manchevolezza dell’altro, fino addirittura a negare la realtà. È una fase fondamentale per l’instaurarsi e lo stabilizzarsi del legame tra persone. Tuttavia, è destinata a finire, per lasciare spazio ad un amore maturo. Ma quanti film ci raccontano di ciò che viene dopo l’essersi rincorsi per mesi ed essersi trovati finalmente in stazione o in aeroporto per promettersi amore eterno? Quanti ci raccontano delle difficoltà che si presentano ai primi conflitti o alle prime discrepanze tra quel partner perfetto e quello reale, con tutti i suoi difetti? Quanti ci raccontano che si può continuare ad amarsi e a stare insieme, anche se si lavora, ci si dedica ai propri hobby, si esce con i propri amici?

È in questo momento che gli innamorati si trovano a fare i conti con la disillusione, sana e necessaria per passare alla fase successiva. La crisi costruttiva che ne deriva permette alla coppia di superare le illusioni e definire nuove modalità di relazione, basate su aspettative più realistiche della coppia e dell’altro. È una fase in cui si sperimenta un allontanamento fisiologico, un’indipendenza, che permette un periodo di sperimentazione in cui i partner sentono il bisogno di uscire dalla diade per esplorare l’ambiente esterno. È un periodo che necessita di grande attenzione e cura, in cui, sebbene gli stimoli esterni vengano percepiti come minaccia alla coppia (tradimenti, rotture), è quello in cui davvero si valuta la voglia di riconoscersi e conoscersi all’interno della relazione, e che permette il passaggio alla fase cosiddetta dell’interdipendenza.

Quest’ultima è la fase che caratterizza una relazione duratura, poiché è quella in cui viene approfondita la conoscenza reciproca, riviste le regole della relazione e le aspettative, permettendo all’altro di essere ciò che è; è quella in cui ci si permette di esplorare il mondo sapendo di poter tornare alla base sicura della coppia, è quella in cui la coppia sperimenta il reale, il presente quotidiano, e progetta il futuro.

Se si arriva a questa fase, si può dire di essere arrivati alla forma più salda e stabile dell’amore; non c’è da chiedersi se si ama di meno, perché quell’amore è davvero lì, sempre lì, oltre ogni conflitto, delusione, esplorazione o separazione.

…e vissero felici e contenti (ma anche arrabbiati, tristi, preoccupati).

Bibliografia
https://aipgitalia.org/wp-content/uploads/2016/01/Spina.pdf
Telfener, U. (2015). La manutenzione dell’amore. LIT EDIZIONI.

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