L’ansia come difesa dai pericoli

IL COSTANTE STATO DI ALLERTA

Chi soffre di un disturbo d’ansia si trova a vivere un periodo di vita complesso e delicato determinato da un equilibrio che appare molto fragile e altalenante.

Tale periodo sembra essere caratterizzato da momenti di preoccupazione e profondo disagio: la persona tende a sentirsi minacciata, continuamente in pericolo, trascorre la maggior parte del suo tempo in preda alla convinzione che “l’ansia possa ritornare” e “qualcosa di brutto possa accadere”.

Questo costante stato di allerta suscita in chi lo vive un insieme misto di emozioni dove a predominare sembrerebbe essere la paura, si la paura di non riuscire a superare questo momento, di non proteggersi abbastanza…

Serena, una delle mie pazienti in terapia descrive così questo stato di irrequietezza: ”E’ come sentirsi incastrati in una macchina “impazzita” che corre veloce e non ha modo di fermarsi. Io provo a fermarla con tutte le mie forze ma non ne sono capace. La paura è la principale protagonista delle mie giornate: essa diviene sempre più intensa e invalidante da paralizzare quasi completamente la mia vita. E’ così che tutto si ferma intorno a me”.

I SINTOMI ANSIOSI E LA RISPOSTA DI ATTACCO O FUGA: QUALE LEGAME?

Nella persona che soffre di un disturbo d’ansia si attiva un circolo vizioso determinato da quella che viene chiamata “reazione di attacco o fuga” ovvero una risposta fisiologica, da sempre presente nel corredo biologico degli esseri umani. Si è sviluppata nel corso dell’evoluzione per aiutarci a sopravvivere da qualsiasi cosa che potesse minacciare la nostra vita.

Essa prepara il corpo a difendersi dalla fonte di paura mediante un intenso sforzo fisico che richiede una rapidissima attivazione di tutte le funzioni neurovegetative necessarie per una fuga o un attacco quali: accelerazione cardiaca, aumento del ritmo del respiro, tensione muscolare, aumento dell’attenzione e della vigilanza.

Questo tipo di reazione è funzionale se attivata da pericoli reali e tangibili in quanto permette alla persona di proteggersi e vivere. Nelle persone che soffrono di disturbi d’ansia invece appare poco adattiva poiché attivata da pericoli invisibili, ovvero da preoccupazioni persistenti presenti nella mente. Esse generano uno sforzo fisico costante che non trova sfogo reale e si riattiva all’infinito, rendendo i cambiamenti fisiologici della stessa reazione di “attacco-fuga” dei veri e propri sintomi minacciosi, sempre più intensi, duraturi e disturbanti. Essi vengono considerati la prova dell’imminenza di qualche catastrofe fisiologica: la persona teme di poter avere un infarto, uno svenimento, di impazzire, di perdere il controllo o addirittura di morire. Tale percezione di pericolo attiva un circolo vizioso senza apparente fine.

COME INTERROMPERE IL CIRCOLO VIZIOSO DELL’ANSIA?

Intraprendere un percorso psicoterapeutico aiuta la persona ad interrompere il circolo vizioso dell’ansia attraverso strategie cognitive – comportamentali che mirano all’elaborazione di pensieri e azioni più funzionali. Il fine della terapia è quello di rendere la maggior parte delle minacce comprensibili e gestibili agli occhi della persona lavorando soprattutto sui processi di valutazione che attivano interpretazioni catastrofiche della realtà. Attraverso l’acquisizione di tecniche di rilassamento e di respirazione la persona arriverà a gestire attivamente i sintomi ansiosi, attenuandoli. L’esposizione graduale alle situazioni temute permetterà di ripristinare totalmente il suo equilibrio, di ridimensionare lo stato di allarme e gestire le stesse attraverso strategie più funzionali.

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