…si riparte! – Parte 2

Io e i bagagli: questioni di peso!

Sto scoprendo che la parte più bella è che la corsa non dura solo un’ora di terapia settimanale, ma in pratica è come partire per non fermarsi più ed essere costantemente a contatto con i miei compagni di viaggio.

Ogni settimana ho degli allenamenti e sono curiosa di sperimentarmi in ciò che di nuovo ho appreso.

Quante volte ho evitato di dire come la pensavo, solo per non risultare diversa dagli altri; ero costantemente a sentirmi in colpa se non potevo aiutare gli altri in qualcosa o se semplicemente dovevo rifiutare un invito, perché non mi andava di uscire.

A ripensarci, mi sembrano passati anni luce…il paradosso è che quanto più il mio bagaglio si fa ricco e pesante, più io mi sento leggera.

Nuova destinazione raggiunta

Il percorso lo abbiamo diviso in fasi e lo sentivo che eravamo vicini a raggiungere la seconda.

Oggi, intenta a chiacchierare con entusiasmo sui miei progressi, ho sentito nell’altoparlante l’annuncio: “Fermata Obiettivi a medio termine raggiunta!”

Ho lanciato uno sguardo d’intesa alla mia Psicologa e ci siamo scambiato un sorriso complice.

È bello avere qualcuno con cui gioire dei traguardi raggiunti e della serenità e indipendenza acquisita fin qui.

E ora inizia la terza e ultima fase del percorso…dritti verso la meta!

Indicazioni stradali insolite

Sul vetro del finestrino c’è un messaggio: non è una delle solite indicazioni che vedono tutti quando viaggiano, mi ricorda invece che non c’è bisogno di controllare tutto sempre, che non ogni cosa è una mia responsabilità. Posso invece dare più attenzione al qui ed ora, accettare l’ansia e il disagio, invece di trovare una via di fuga. Nessuna sensazione dura per sempre.

“Nuove” conoscenze

Mi sto presentando ad una persona, che in realtà è stata con me sempre, non solo in questo viaggio, ma che sto iniziando ad ascoltare solo ora: è compassionevole nei miei confronti, comprende le mie difficoltà e premia i miei sforzi e le mie conquiste. È esattamente quello che mi può aiutare quando l’unica cosa che mi sento di dire a me stessa è che non sono stata abbastanza.   

So farlo con gli altri, perché non con me?

Ho riflettuto un po’ su questa cosa mentre guardavo il mio riflesso nel finestrino: in effetti, quando le persone che ho vicino hanno bisogno di supporto, io sono davvero capace di ascoltare, essere gentile, dare forza e consigli, senza giudicare e senza avere un’opinione negativa di loro. Con me stessa non deve essere diverso.

Guardarsi per quello che si è

Abbiamo fatto un gioco con alcuni passeggeri: se dovessimo mettere insieme una squadra per vivere avventure e risolvere misteri, quali sarebbero i nostri punti di forza e di debolezza? La nostra squadra sarebbe totalmente variegata e anche completa, siamo tutti diversi ma abbiamo tutti dei vantaggi e degli svantaggi. Delle volte penso che i miei pregi siano in realtà delle qualità scontate, che tutti hanno, e che invece gli aspetti in cui sono carente sono assolutamente debilitanti e mi rendono inferiore agli altri. La conversazione di oggi mi ha fatto pensare che non è così.

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